sabato 29 giugno 2013

Un saluto ad una grande donna

“L’etica laica e in particolare l’etica degli atei – aveva scritto – che non credono in nessuna entità superiore non meglio definita, ma solo nel dato di fatto dell’esistenza della materia che origina le strutture presenti nell’Universo, da cui si originano anche gli esseri viventi dai più semplici ai più complessi, si basa sul rispetto del prossimo, uomo o animale che sia e può essere riassunta dai comandamenti di Cristo, che certo non era figlio di dio, ma una delle più grandi figure dell’umanità, che ha preceduto i suoi tempi di molti secoli ‘Ama il prossimo tuo come te stesso’ e ‘Non fare agli altri quello che non vorresti fosse fatto a te’. Per attenersi a questi comandamenti non c’è bisogno di credere in dio, non lo si fa per la speranza in un al di là in cui non si crede, ma solo per un sentimento di fratellanza universale che deriva dalla nostra comune origine da quella materia che costituisce l’Universo”

La colpa di Eva è stata quella di voler conoscere, sperimentare, indagare con le proprie forze le leggi che regolano l'universo, la terra, il proprio corpo, di rifiutare l'insegnamento calato dall'alto, in una parola Eva rappresenta la curiosità della scienza contro la passiva accettazione della fede...

Margherita Hack

http://it.wikipedia.org/wiki/Margherita_Hack
http://it.wikiquote.org/wiki/Margherita_Hack
http://www.repubblica.it/scienze/2013/06/29/foto/margherita_hack_frasi-62073596/1/#1

lunedì 22 aprile 2013

La schiena della Countach


Una delle più belle Lambo e delle più estreme supercar di tutti i tempi.



E' arrivata la primavera..

..la natura rifiorisce!


Margerite.

Ciliegio in fiore.


La mia coltivazione di menta.
 

La mia coltivazione di fragole 1/2.


La mia coltivazione di fragole 2/2.

domenica 2 dicembre 2012

Un essere sociale

"Ritengo che il mondo non possa essere cambiato né da una qualche forma di governo - dittatura o democrazia - né tanto meno attraverso una rivoluzione fondata su un'ideologia o una dottrina salvifica. Credo invece che si possa cambiare il mondo solo se giorno dopo giorno il singolo si impegna a cambiare se stesso. La rivoluzione deve avvenire dentro di noi, e solo allora potremo trasformare la società."
Reinhold Messner, 1980
"Se una persona viva la propria vita e nel farlo non arreca fastidio a nessuno, per me è un essere sociale, perchè è equilibrato e pacifico. A mio giudizio le persone diventano meno pacifiche, e di conseguenza aggressive, quando non possono vivere la loro vita, quando devono reprimere i propri sentimenti, quando vengono condizionate dall'esterno. Dobbiamo forse definire sociale la nostra civiltà occidentale, perchè costringe molti a determinate prestazioni, a un determinato comportamento, perchè obbliga i singoli entro binari stabiliti per ottenere il benessere anonimo di tutti? Per me sociale significa che per molti rimane aperta la possibilità di intraprendere la propria strada. Ognuno potrà trovare la sua come vorrà. La mia strada è, per puro caso quella dell'alpinismo. Quindi posso esprimermi come alpinista, posso soddisfare le mie ambizioni, posso andare a fondo nella mia volontà fino al suo limite estremo. Non è invece la mia strada fornire determinate prestazioni o essere inserito in un determinato processo produttivo: la mia strada è quella dell'alpinista. Questo è il mio modo di esprimermi in maniera creativa. Ho scelto di percorrere questa strada." 
 Reinhold Messner, 1980


venerdì 16 novembre 2012

il debito è di tutti, la ricchezza è di pochi


Se la ricchezza italiana fosse una montagna, sarebbe alta quanto il K2, mentre il debito pubblico, al confronto, risulterebbe come il monte Pisanino nelle Alpi Apuane: 8611 metri contro poco meno di 2000. La ricchezza di cui stiamo parlando costituisce il tesoro privato degli italiani, tra denaro contante, case, azioni e titoli, per un totale di 8.640 miliardi di euro netti, cioè oltre quattro volte il debito, con i suoi 1972 miliardi registrati ad agosto 2012.
SE L’ITALIA FOSSE UN’AZIENDA. Un’azienda con rapporti analoghi tra passivo e patrimonio non rischierebbe il fallimento, anzi, avrebbe risorse sufficienti anche per investire, crescere, arricchirsi ulteriormente. L’Italia, invece, è costantemente sull’orlo del default, costretta a tirare la cinghia, atagliare la spesa, a non avere mai un soldo. I molti e diversi motivi di questa situazione, spiegati diffusamente da economisti di ogni orientamento, ce n’è però anche uno molto semplice: il debito è di tutti, al contrario della ricchezza, che è di pochi.
Il debito pubblico è spalmato su 60 milioni di cittadini, per una quota di circa 32 mila euro ciascuno: inizia al momento della nascita e finisce solo con la morte. Per una famiglia di tre persone equivale a un fardello da quasi 100mila euro, che si trascinerà a vita perché impossibile da estinguere. Non funziona nello stesso modo per la ricchezza nazionale. La metà, e cioè oltre 4 mila miliardi di euro, appartiene a una piccola minoranza pari al 10 per cento della popolazione: sei milioni di persone che vivono nell’assoluto benessere. Al 90 per cento dei cittadini, 54 milioni di persone, resta da dividersi l’altra metà.
Sembra quasi un gioco di parole, ma spiega la ragione fondamentale per cui l’Italia è quel paradosso che è: un paese ricco, abitato da poveri. Teoricamente, infatti, siamo molto più ricchi di quanto non fossimo negli anni del boom economico; nel 1965 la ricchezza complessiva era pari all’equivalente di un miliardo e 137 milioni di euro, contro gli oltre 8mila miliardi del 2011; quella pro capite pari superava di poco i 21mila euro, contro i 142 mila dei nostri giorni. E siamo ricchi anche nel confronto internazionale: la ricchezza delle famiglie italiane nel 2010 era pari a 8,3 volte il reddito disponibile, contro il 7,5 della Francia, il 7,8 della Germania, il 7 del Giappone, il 5,5 delCanada e il 4,9 degli Usa.
DOVE SONO I SOLDI? Da una parte ci sono gli 8600 miliardi dei patrimoni privati conteggiati dallaBanca d’Italia, dall’altra i patrimoni, ancor più privati, dell’economia illegale. I grandi evasoriportano i soldi altrove. Nelle banche e nei caveau della sola Svizzera ci sono tra i 150 e i 200 miliardi di euro che battono bandiera tricolore. Ma ancora non si è trovato un modo di riportarli a casa: le lunghe discussioni sulla possibilità di accordi tra il governo italiano e quello svizzero, finalizzate a tassare quei capitali, si sono arenate di fronte alla considerazione che un accordo del genere rappresenterebbe l’ennesimo condono. L’esodo di capitali oltre confine si è intensificato, spinto soprattutto dalla possibilità, pur remotissima, che prima o poi i conti pubblici richiedano la cura urto della patrimoniale. Non si tratta dei capitali di mafia e camorra, o almeno non solo: alriciclaggio ricorrono in massa anche imprese e professionisti, e il vero sport nazionale, ormai, non è ripulire i soldi sporchi, ma nascondere quelli puliti per non pagarci le tasse.
DALLA ROULOTTE… Nell’ultimo censimento dell’Istat risulta che sono oltre 71mila gli italiani che vivono in baracche, tende, roulotte. Nel 2001 erano appena 23 mila, sono più che triplicati in un decennio. Un aumento che lo stesso Istat ha definito “vertiginoso”, ma la notizia non ha avuto dai media il rilievo che sarebbe stato necessario; eppure, settantamila persone equivalgono alla popolazione di una città nemmeno tanto piccola, come Trapani, Pavia, Cosenza.
 …AL JET PRIVATO. Con 60 mila euro si può fare il giro del mondo in jet privato. Partenza da Londra e poi a zonzo: dal Mali allo Zambia, dalle Maldive alla Cambogia, dall’India a Lisbona. Il viaggio si chiama “Impero ed esploratori”. Ma queste sono stravaganze da nuovi ricchi. Quelli veri, consolidati, viaggiano discreti e sotto traccia con i loro jet personali, che ormai in tutto il mondo sono una flotta forse perfino più numerosa di quella in dotazione alle compagnie aeree commerciali. Gioiellini volanti, di cui il più bello, dicono gli esperti, è quello che Diego Della Valle si è regalato nel 2011: un Gulfstream 55 bireattore, 13 mila chilometri di autonomia senza scalo. Gli interni sono all’altezza della reputazione: salottino privato, due divanetti con schermi tv da 24 pollici e sei posti singoli. Il tutto per poco più di 50 milioni di dollari. Quelli che non possono spendere nemmeno la benzina per la macchina, invece, restano a casa. Ed è ormai questa, da qualche tempo, la scelta obbligata per metà della popolazione italiana.
Tratto da il Fatto Quotidiano: http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/11/16/italia-terra-di-diseguaglianza-paese-ricco-abitato-da-poveri/415603/

domenica 4 novembre 2012

Offerings to the God of speed


Padova-Mannheim by Nino, 2000 Km, 4 guasti.

Ecco le offerte al Dio della velocità affinché plachi la sua ira.


domenica 21 ottobre 2012

THE BUS



This is the remarkable story of a vehicle that became an icon. 
Anyone who has ever driven a Volkswagen Bus already knows that it’s a nostalgic tale of freedom, love, friendship, breakdowns and adventures.


(Questa è la straordinaria storia di un veicolo che è diventato un'icona.
Chiunque abbia mai guidato un pulmino Volkswagen sa già che si tratta di un racconto nostalgico che parla di libertà, amore, amicizia, guasti e avventure).

ilmarietto



venerdì 5 ottobre 2012

Einstein e la crisi


“Non possiamo  pretendere che  le cose cambino,
se continuiamo a fare le stesse cose.
La crisi è la più grande benedizione per le persone e le nazioni,
perché la crisi porta progressi.
La creatività nasce dall’angoscia come il giorno nasce dalla  notte oscura.
E’ nella crisi che sorge l’inventiva, le scoperte e le grandi strategie.
Chi supera la crisi  supera sé stesso
 senza essere ’superato’.
Chi attribuisce alla crisi i suoi fallimenti e difficoltà,
violenta il suo stesso talento e dà più valore ai problemi che alle soluzioni.
La vera crisi, è la crisi dell’incompetenza.

L’ inconveniente delle   persone e delle nazioni
è la pigrizia nel cercare soluzioni e vie di uscita.
Senza crisi non ci sono sfide, senza sfide la vita è una routine,
una lenta agonia.
Senza crisi non c’è merito.
E’ nella crisi che emerge il meglio di ognuno,
perché senza crisi tutti i venti sono solo lievi brezze.
Parlare di crisi significa incrementarla,
e tacere nella crisi è esaltare il  conformismo.
Invece, lavoriamo duro.
Finiamola una volta per tutte con l’unica crisi pericolosa,
che  è la tragedia di non voler lottare
 per superarla.”

Albert Einstein

mercoledì 12 settembre 2012

lamiavw: 6a/7a giornata

Lo smontaggio procede. Può sembrare banale ma vi assicuro che a smontare una VW del 1966 si rischia di fare dei bei danni se non si sa bene cosa si sta facendo..

Ore di lavoro: 10
Spese: 0 Euro
Pazienza: a volontà

ilmariettoelavw

Lista ricambi:


  1. guarn parafanghi post #2
  2. guarn ovali vetro fanali post #2
  3. guarn circ leve paraurti post #2
  4. guarn lame lame paraurti post #2
  5. guarn leva apertira portiere #2
  6. lamieretta post sx dove si attaccano staffe paraurti #1

Alcune foto dell'operazione:







mercoledì 5 settembre 2012

Foto artistica

Volkswagen Bus
Turchia, Martedì 7 agosto 2012


martedì 4 settembre 2012

L'utopia della pensione..


E pensare che in Italia siamo pieni di ladri delinquenti che ciucciano pensioni d’oro e non han mai lavorato in vita loro. Ogni riferimento alla politica è puramente casuale.

Leggete se volete stare male.

lamiavw: 5a giornata

E' iniziato lo smontaggio e la catalogazione dei pezzi.
Le fotografie serviranno in fase di rimontaggio: anche se anche la VW è un'auto di costruzione semplice e modulare, il dubbio è sempre in agguato.

Contestualmente è utile collezionare la lista dei ricambi da acquistare. Ad oggi:


  1. guarn lame paraurti ant. +2 guarn circolari
  2. guarn cavi fari ant
  3. guarn parafanghi ant
  4. guarn giro carrozzeria
  5. ammortizzatori (4)


Alcune foto. Notare all'anteriore destra, la gomma antineve per maggiolino che usavo l'inverno per andare a sciare:





lunedì 30 luglio 2012

il Re dei boschi


Il Boletus Edulis, più comunemente noto come Porcino, o più popolarmente come Brisa, è da considerarsi oltre ogni ragionevole dubbio il RE dei boschi.

Nella foto un magnifico esemplare da me personalmente fotografato.

ilmariettofungaiolo



sabato 28 luglio 2012

I primi frutti..

della mia nuova avventura giardinieristica. La natura ha voluto premiare il mio impegno.
Povera rosellina ha sofferto molto ma sembra finalmente essersi ripresa.

ilmariettogiardiniere


Moto Guzzi V35

La V35 del 1978 e il leggendario bicilindrico a V di 90 gradi.
Notare il doppio freno a disco all'anteriore, lo starter elettronico (in primo piano il motorino di avviamento), il doppio scarico cromato. Non visibile la trasmissione a cardano.












regolatore di pressione

Impianto irriguo finito: ho recuperato un regolatore di pressione che rende l'impianto preciso e affidabile.

ilmariettogiardiniere.


sabato 16 giugno 2012

Essicaciones!

Vi aspetto per assaggiare la mia purificante tisana e il rinfrescante sciroppo alla menta.

ilmariettoagricoltore



Impianto irriguo

Il mio impianto irriguo automatizzato è in esercizio giusto in tempo per le ferie. Realizzato con materiale di recupero per quanto possibile ma, spero, robusto ed affidabile.

Materiali impiegati:

tubo per annaffiare
2 attacchi rapidi per tubi da annaffiare
tappo di sughero
taniche in plastica rigide
qualche metro di corda
due moschettoni
valvole a goccia/flessibile/attacchi per tubo (eurobrico..)
elettrovalvola lavatrice
timer programmabile
riduttore di pressione (..)

Prossimo miglioramento: regolatore di pressione per salvare l'elettrovalvola e calibrare la portata dell'acqua.

ilmariettogiardiniere