venerdì 26 novembre 2010

La crisi non ferma la casta

L'Idv chiede la soppressione dei vitalizi parlamentari. Votano la proposta in 520: 498 contrari, 22 favorevoli. Lo Stato continua a versare oltre tremila assegni per un totale di circa 130 milioni annui

Bastano due anni, 6 mesi e un giorno di permanenza alla Camera o al Senato per maturare un vitalizio. Ma fino agli anni novanta era sufficiente appena un giorno per vedersi riconoscere il diritto. Come nel caso di Toni Negri. Nel 1983, il leader di Potere operaio, detenuto per associazione sovversiva e insurrezione armata contro i poteri dello Stato, venne inserito da Marco Pannella nelle liste dei Radicali per tornare in libertà. Eletto in Parlamento, Negri si diede alla latitanza in Francia partecipando solo alle prime sedute a Montecitorio (leggi l'articolo). Maturando comunque un vitalizio di oltre 3mila euro mensili che percepisce tutt'ora. Walter Veltroni, invece, è un baby pensionato di Montecitorio: ad appena 51 anni si è visto riconoscere un assegno da 9 mila euro mensili. Le cifre vanno da un minimo di 2.427 euro per le reversibili a quasi dieci mila euro. L'ex sindaco di Roma ha sempre dichiarato di versare la somma che riceve in beneficenza alle popolazioni africane. Degli altri non si sa. Non stupisce dunque che in pochi siano disposti a farne a meno. Del resto c'è la crisi

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