domenica 6 gennaio 2008

il mito de mangione II (l'alibi..)

Continuano i miei studi sul mito del mangione. Ho trovato un possibile alibi per il "metabolico-lento".

Ecco quello che ho scoperto:

Il glucosio (zucchero) assieme ai grassi e' il carburante del nostro corpo.
Il glucosio serve a sua volta per metabolizzare i grassi e produrre carburante e per sintetizzare le proteine per aggiustare il nostro corpo.
Il glucosio (disciolto nel sangue) e' l'unico carburante del cervello, senza di esso le cellule del cervello muoiono, poiche' esse non sono in grado di usare i lipidi (grassi) ne' di immagazzinare il glucosio, come fanno i muscoli ad esempio.
Se ne deduce che il livello ottimale di glucosio nel sangue e' fondamentale altrimenti il cervello muore perche' esso consuma una quantita' costante di energia al variare del carico (studio ad esempio..).

Il livello di glucosio nel sangue si dice GLICEMIA.
Esso viene regolato tramite due ormoni: l'INSULINA e il GLUCAGONE. E' importante che il livello sia mantenuto costante, ne troppo poco glucosio ne troppo tanto.
Cos'e' un ormone? In parole semplici e' un messaggero che trasmette dei segnali da una cellula ad un'altra. E quindi gli ormoni hanno il compito di orchestrare le attivita' dell'organismo.

Se la glicemia scende, come durante il digiuno, il pancreas secerne glucagone che ordina al fegato di prelevare glucosio dalle sue scorte e d'immetterlo nel sangue. Il glucagone, inoltre, spinge le cellule all'utilizzo di grassi e proteine come fonte energetica: in questo modo si predispone tutto l'organismo al risparmio del glucosio.

Se invece la glicemia sale, come dopo un pasto, il pancreas secerne insulina che comanda al fegato di prelevare il glucosio dal sangue e d'immagazzinarlo. Siccome la capacità del fegato d'immagazzinare glucosio è limitata, i carboidrati in eccesso vengono convertiti in grassi e depositati nei tessuti adiposi. L'insulina, al contrario del glucagone, spinge le cellule a utilizzare i carboidrati come fonte energetica.

Cosa significa tutto cio'? Che esiste un meccanismo magnifico che tiene costante il livello di glucosio nonostante l'assunzione avvenga solo poche volte al giorno, durante i pasti. E inoltre risparmia glucosio quando ce n'e' poco e ne usa il piu' possibile quando ce n'e' troppo.

Ma questo magnifico meccanismo non e' precisissimo, siamo esseri umani! E in alcuni di noi e' migliore (mangioni) che in altri (metabolici-lenti).

Piu' velocemente si innalza il livello di glicemia e piu' insulina viene secreta dal pancreas per contrastare il fenomeno. E questo e' ovvio.
Da cosa dipende la velocita' di innalzamento della glicemia? Dalla quantita' di zuccheri che ingermiamo (ovvio) e meno ovvio dall'indice glicemico degli zuccheri che ingeriamo.

Se la glicemia si alza gradualmente, viene secreta una quantita' normale di insulina e la glicemia viene riportata altrettanto gradualmente a livello normale.

Se la glicemia si alza velocemente viene secreta una quantita' elevata di insulina e la glicemia viene abbassata molto velocemente e a livelli troppo bassi, tali da costringere il cervello a inviare lo stimolo della FAME molto prima per introdurre nuovo combustibile.

Gli scienziati dicono che la risposta insulinica dipende da individuo ad individuo, ci sono persone fortunate che hanno una risposta pigra (25% della popolazione) anche assumendo carboidrati ad alto indice glicemico.
Viceversa ci sono persone (25% della popolazione) che hanno una risposta rapida anche con cibi a basso indice glicemico.

Quindi la stragrande maggioranza della popolazione (75%) dovrebbe controllare la quantita' di carboidrati che assume e il loro indice glicemico altrimenti ingrassa facilmente.

Ad ogni modo questo controllo e' importante per tutti pena insorgere malattie (diabete e colesterolo).

Esistono delle semplici regole:

- limitare la quantità di carboidrati giornaliera che deve essere all'incirca il 45% del fabbisogno giornaliero (il restante 25% deriva dai grassi e il 15% dalle proteine)
- evitare i pasti a base di soli carboidrati
- non fare pasti troppo abbondanti;
- preferire cibo a basso indice glicemico (frutta e verdura)

ilmarietto

1 commento:

Marcello ha detto...

Conoscevo uno che si chiama Glauco.